Spinto dal desiderio di guarigione

Spinto dal desiderio di guarigione, uno storpio si reca in un paesino sperduto dove pare che un prete compia miracoli. Entra in chiesa faticosamente appoggiandosi su due robuste stampelle: “Padre, sono storpio dalla nascita, la mia vita e’ un inferno, un miracolo e’ la mia ultima speranza”. Al che il prete gli chiede: “Non preoccuparti, figliolo, come ti chiami?”. “Mi chiamo Peppe”. “Bene Peppe, tu hai fede in Dio?”. “Certo!”. “Allora vai dietro l’altare e… prega… Anch’io preghero’ e vedrai che il miracolo arrivera’!”. Rincuorato Peppe si avvia zoppicando dietro l’altare. Passano un paio d’ore, durante le quali sia il prete che Peppe pregano… pregano… pregano, e a un certo punto entra un altro sventurato che con voce strozzata e balbettando fa: “Paaadreee… la pregooo… ho avuto una terribile malattiaaaa… non riesco piu’ a parlare beeeneee… e… non ce la faccio piuuuuu’… “. Al che il prete gli risponde: “Non preoccuparti figliolo, come ti chiami?”. “Mi chiamo Giovanni”. “Bene, Giovanni, tu hai fede in Dio?”. “Certo!”. “Allora vai dietro l’altare e… prega… Vedrai che il miracolo arrivera’ “. Giovanni rincuorato da tanta sicurezza si avvia andando dietro l’altare. Passano le ore, durante le quali sia il prete che Peppe e Giovanni pregano… pregano… e pregano. Ad un tratto il prete, quasi delirando, alza la testa, rivolge gli occhi al cielo e grida: “Peppeeeee, lancia una stampellaaaaa, che non ti serve piu’!”. E… vooomm da dietro l’altare vola una stampella. E il prete, gridando piu’ forte: “Peppeeeee, lancia anche l’altra stampellaaaaa, che non ti serve piu’!”. E… vooomm da dietro l’altare vola l’altra stampella. E allora il prete gridando a piu’ non posso, in pieno delirio da miracolo: “Giovanniiii parlaaa, di’ qualcosaaaa!”. E Giovanni, affacciandosi da dietro l’altare, indicando con il pollice dietro di lui, con voce strozzata e balbettando fa: “… e’ caaascato Peeeeppe…”.