E’ mezzanotte passata

E’ mezzanotte passata e al solito bar del rione di periferia di una qualsiasi citta’ arriva tutto trafelato Gino. Gino e’ molto eccitato con gli occhi fuori dalle orbite; si siede al centro del solito gruppo di amici che ovviamente gli chiedono cosa gli sia successo e come mai arrivi cosi’ tardi al contrario del solito. Gino riprende fiato e comincia a raccontare: “Sapeste, cosa mi e’ capitato!”. E gli amici: “Dai, racconta, racconta”. E Gino: “Dunque ero appena uscito come al solito verso le 9 per venire qui quando incontro un pezzo di figa supersexy, bionda, sara’ stata alta 1,80, gonna aderente, calze a rete, tacchi altissimi. Mi ferma e mi chiede che ore sono”. Gino riprende fiato e si interrompe un attimo: E gli amici: “Dai, dai racconta. E poi? E poi che avete fatto?”. Gino riprende: “Si capisce che vuole attaccare discorso. Allora cominciamo a parlare e poi lei mi chiede se voglio salire da lei”. Di nuovo Gino si interrompe e gli amici subito: “E poi? E poi che avete f atto?”. Gino riprende: “Beh, dopo 10 minuti che parliamo lei dice che sente caldo e comincia a slacciarsi la camicetta: due tette da infarto, piu’ di una 5a misura. Si siede e la gonna le si arriccia fino all’inguine: due gambe stupende, perfette, lunghissime. Voi potete immaginare: non ci vedevo piu’ dall’eccitazione”. E gli amici, appena lui si interrompe un po’ per prendere fiato: “Dai, dai, raccontaci, poi cosa avete fatto?”. Gino, dopo un attimo, riprende: “Beh, la tipa si toglie la camicetta e poi il reggiseno: escono due tette mai viste!”. E gli amici: “Dai, dai, che avete fatto dopo”. E Gino: “Poi le si e’ tolta la gonna ed e’ rimasta solo con gli slip”. Gli amici sono tutti attorno a Gino, eccitati e desiderosi di sapere cosa e’ successo dopo. E Gino allora: “Beh, non avreste mai potuto immaginare: si e’ tolta le mutandine ed e’ venuto fuori un cazzo di 40 cm!”. E gli amici: “E allora che avete fatto?”. E Gino: “E’ ovvio alla vista di quel cazzo il mio si e’ ammosci ato completamente: 5 cm!”. E gli amici: “E allora? Che avete fatto?”. E Gino: “Beh, abbiamo usato il suo!”.