Il signor Smith non puo’ avere bambini

Il signor Smith non puo’ avere bambini ed e’ eticamente contrario all’inseminazione artificiale. Decide quindi di rivolgersi ad un “inseminatore” professionista che riesca a far avere un bambino alla signora Smith che lo desidera tanto. Il giorno prefissato il signor Smith esce di casa dicendo alla moglie: “Fra poco il professionista che ho contattato sara’ qui. Me ne vado per lasciarvi la dovuta privacy, ci vediamo stasera”. Ma il destino vuole che, pochi minuti dopo, un fotografo porta-a-porta, specializzato in ritratti di bambini, suoni alla porta degli Smith: “Buongiorno, signora, io sarei qui per…”. “Si’, buon uomo, la aspettavo, si accomodi!”. “Mi aspettava?!? Mah!!! Allora, le dico subito che la mia specialita’ sono i bambini…”. “Si’, mio marito mi ha spiegato tutto… Allora, come vogliamo cominciare? Sa, non saprei proprio, e’ una situazione nuova per me…”. “Ma non si preoccupi, lasci fare tutto a me!! Ho un’esperienza in queste cose… Di solito ne faccio tre o quattro nella vasca da bagno, un paio sul letto e magari qualcuna sul divano… Anche il tavolo della cucina potrebbe essere un posto divertente….”. “Beh, sa, io non sono abituata a queste cose, con mio marito siamo molto tradizionalisti…”. “Capisco, capisco… Ma ecco qua i miei risultati!!!”. Cosi’ dicendo il fotografo estrae una cartelletta contenente i suoi lavori. “Ecco qua, guardi, questa l’ho fatta su un autobus nel centro di Londra…”. comincia il fotografo. “Oh, mio Dio…” dice la signora Smith coprendosi la bocca con il fazzoletto. “Ecco, con questi due gemelli e’ stato tremendo. La madre continuava ad urlare, a lamentarsi… Alla fine ho dovuto fare tutto in Hide Park, con la gente che si accalcava attorno a guardare…”. “Oh mio Dio…” bisbiglia la signora Smith sempre piu’ pallida. “Beh, signora, allora che mi dice? Cominciamo?” dice il fotografo. “D’accordo”, risponde la signora Smith con un filo di voce “ma mi prometta che non usciremo di casa.. .”. “Non si preoccupi, signora, se lei preferisce faremo tutto qui. Ora prendo il mio treppiede e…”. “Treppiede!?” esclama la signora Smith preoccupatissima. “Ma si’, per appoggiaci sopra il mio strumento mentre mi preparo. Sa, e’ molto grosso e pesante, non ce la faccio a tenerlo in mano tutto il tempo… Signora? Signora?!?!? Santo cielo, e’ svenuta…”