Accademiche

Barzellette sugli studenti universitari, battute sui professori e quello che insegnano. Non ci vuole una laurea per capire queste battute!

Molte donne del terzo mondo

Molte donne del terzo mondo vengono in Italia per prostituirsi. Recenti studi psicanalitici hanno avanzato l’ipotesi che alla base di questo fenomeno vi sia un complesso paradigma libidico, radicato negli strati più profondi e meno sondabili del subconscio e originato da dinamiche psichiche multistratificate strettamente connesse sia al substrato evolutivo individuale che a quello socioculturale – un paradigma concettualmente sofisticato e di difficile definizione teoretica ma estremamente possente, incentrato sicuramente su un forte senso di mancanza che si traduce, dopo molteplici elaborazioni la cui dinamica a tutt’oggi non risulta perfettamente chiara, in un’intensa attività sessuale. In attesa di ulteriori specificazioni, tali studi chiamano questa costellazione libidica così peculiare “invidia del pane”.

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Un professore universitario di economia di Bologna

Un professore universitario di economia di Bologna aveva la brutta abitudine di fare delle insinuazioni pesanti di tipo sessuale durante le sue lezioni. Le studentesse erano oramai stufe di questo comportamento per cui un giorno si misero d’accordo che alla prima occasione le donne si sarebbero alzate tutte quante e sarebbero uscite dall’aula per protesta. Il giorno dopo il professore durante la lezione dice: “Voi sapete che malgrado un elevato tasso di disoccupazione, in Italia c’e’ ancora bisogno di mano d’opera… Ad esempio, c’e’ una penuria di prostitute a Roma…”. A quelle parole le ragazze si fanno un cenno di accordo e decidono di alzarsi ed andarsene tutte insieme per protesta. Il professore le osserva con fare innocente e grida loro dietro: “Su, signorine, non accalcatevi all’uscita. Il prossimo aereo per Roma decolla solo stasera”.

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Dei ragazzi sono nel laboratorio di chimica

Dei ragazzi sono nel laboratorio di chimica e stanno analizzando dello sperma. Dopo un po’ entra una ragazza, e gli chiede: “Cosa state analizzando?”. I ragazzi, che si vergognano, gli rispondono: “Beh… sai… e’ saliva!”. “Ohhh – fa la ragazza – perche’ non mi fate dare un’occhiata anche a me?”. Dopo un po’ entra il professore che chiede alla ragazza: “Buongiorno signorina… cosa sta esaminando di bello?”. E la ragazza risponde: “Buongiorno Professore… e’ saliva!”. Allora il professore guarda nel microscopio e gli dice: “Ragazza mia, allora e’ meglio che ti lavi i denti un po’ piu’ spesso!!”

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Due giovani si incontrano, si guardano

Due giovani si incontrano, si guardano, si piacciono. Il ragazzo dimostra da subito una cultura nettamente superiore alla media ed invita la ragazza al suo tavolo. Egli inizia a parlare della Tabula Rasa di Platone, dell’asincronia di Chopin e dell’architettura Bauhaus. La giovane studentessa universitaria è letteralmente rapita da quel bellissimo giovane che sembra sapere un sacco di cose maledettamente interessanti. Bevuto il caffè il ragazzo si alza, fa un giro del tavolino e con modi estremamente garbati aiuta la ragazza ad alzarsi. Invita la ragazza a seguirlo con una gentilezza ormai rara da vedere in ragazzi di così giovine età e con la sua voce calma e pacata da persona seria e riflessiva esclama: “Freud sostiene che l’equilibrio della donna si mantiene con una dose di pene giornaliera tu come vorresti la tua: oralmente o iniettata?”

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Una professoressa universitaria

Una professoressa universitaria stava terminando di dare le ultime informazioni ai suoi alunni sull’esame finale che avrebbero fatto il giorno seguente. Terminò dicendo che non ci sarebbero state scuse per chi non avesse partecipato all’esame, a meno che non si fosse trattato di un incidente grave, infermità o morte di un qualche parente prossimo. Un tipo spiritoso che stava seduto in fondo all’aula domandò con una certa aria di cinismo: “Tra questi motivi giustificanti, possiamo includere la stanchezza estrema per attività sessuale?”. L’aula scoppiò a ridere mentre la professoressa aspettava pazientemente che l’uditorio si calmasse. Quindi, mirò al pagliaccio e gli rispose: “Questo non è un motivo di giustifica. Poiché la prova sarà di tipo test, può venire e scrivere con l’altra mano… o può rispondere in piedi, se non può sedersi…”

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Università: esame di Fisica

Università: esame di Fisica. Il professore allo studente: “Lei ha un barometro. Come lo usa per determinare l’altezza di un grattacielo?”. Lo studente risponde: “Vado all’ultimo piano, lego uno spago al barometro, lo calo giu’ fino a che tocca terra e poi misuro la lunghezza dello spago”. Il professore non e’ soddisfatto: “Puo’ dirmi un altro metodo, uno che dimostri le sue conoscenze di fisica?”. “Certo! Vado all’ultimo piano, faccio cadere giu’ il barometro, e misuro dopo quanto tempo tocca terra”. “Non e’ ancora quel che volevo, le spiace riprovare?”. “Con il barometro faccio un pendolo alto quanto l’edificio, poi misuro il suo periodo”. “Un altro modo?”. “Misuro la lunghezza del barometro, poi lo pianto verticalmente per terra in una giornata di sole, e misuro la sua ombra; quindi misuro l’ombra del grattacielo, e per similitudine…”. “Ancora un’altra possibilita’?”. “Cerco il portiere e gli dico: ‘Salve, signor portiere; le regalo questo prestigioso barometro, se mi dic e l’altezza di questo edificio?'”.

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Quattro giovani laureati

Quattro giovani laureati di 4 importanti università tecniche, Yale, Harvard, Sorbona, e Padova, cercavano impiego in una importante multinazionale con sede in Brasile. I quattro candidati furono chiamati insieme per un’intervista con il Direttore Generale. Il Direttore disse loro che dovevano rispondere ad una sola domanda, e che a seconda della risposta, il posto sarebbe stato loro. Il Direttore chiese: “Cos’è più veloce al mondo?”. Il laureato di Yale rispose: “il pensiero”, e il Direttore chiese “perchè?”. “Perchè un pensiero è pressochè immediato”. Il Direttore pensò che era una eccellente risposta. Il laureato di Harvard rispose: “un battito di ciglia” “perchè è talmente rapido, che non ci accorgiamo nemmeno di farlo”. Il Direttore restò incantato. Il laureato della Sorbona rispose: “la corrente elettrica”. “Perchè?”. volle sapere il Direttore. “perchè ci avviciniamo all’interruttore, e con un leggero movimento possiamo accendere subito una luce a 5 km di distanza”. “Eccellente”, rispose il Direttore. Fu il turno del laureato di Padova, che rispose “Signor Direttore, la diarrea”. Il Direttore stupefatto gli chiese “lei ha voglia di scherzare, che dice?”. Il laureato replicò: “Proprio la diarrea. Stanotte avevo una diarrea così forte che prima di poter pensare o battere le ciglia, e senza darmi il tempo di accendere la luce, mi ero già cagato addosso”. L’impiego fu suo.

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