Telefonia

Barzellette telefoniche, sui gestori della Telefonia. Battute sui Centri di Assistenza e risate su tutte le cornette.

Stavo parlando al telefono

Stavo parlando al telefono e lei intanto girava per la casa canticchiando: “Icaro qua! Icaro la’!”. Quando ebbi finito le dissi: “Guarda che era Figaro!”. E lei: “Ah sì, e che voleva?”

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Sono 250 euro

Un ragazzo si presenta da una puttana chiedendo quanto vuole e lei: “Sono 250 euro”. “Peccato, sei molto bella, ma ho solo 150 euro”. “Eh no! O 250 euro o niente”. Il ragazzo allora fa una proposta: “Senti, io ho solo 150 euro, ma ti posso dare anche il cellulare, se per te va bene”. La donna ci pensa su e poi decide di si’, pensando che in fondo un secondo cellulare le puo’ far comodo. Finita la prestazione il tizio paga i 150 euro e se ne sta per andare quando la puttane gli chiede: “E non mi dai il cellulare?”. E il ragazzo: “O si’, e’ vero… 337-5676***”.

Telefonia

Pronto? C’e’ Caviani Enrico?

“Pronto? C’e’ Caviani Enrico?”.
“No. Non ancora”.
“Non sa quando arrivera’?”.
“E chi lo sa! Puo’ essere domani, tra una settimana, tra un mese, tra dieci anni…”.
“Ma scusi, con chi sto parlando?”.
“Con il guardiano del cimitero!”

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Congresso mondiale di industriali

Congresso mondiale di industriali, cena di gala. Si sente il suono di un cellulare e uno dei partecipanti tedeschi mettendo la mano a mo’ di telefono comincia a parlare. Stupiti gli altri commensali gli chiedono spiegazioni e lui dice: “Noi tedeschi avere alta tecnologia. Avere messo auricolare in pollice e microfono in mignolo e fare numeri su palmo della mano”. Dopo 5 minuti altro suono di cellulare e vedono un giapponese parlare da solo; al che gli chiedono con meraviglia che stesse facendo e lui risponde: “Noi in Giappone grande tecnologia per telefoni cellulari. Avere messo auricolare invisibile in orecchio e microfono invisibile nel labbro e fare numeri su guancia”. Tutti restano stupiti e continuano a cenare, dopo circa dieci minuti uno degli invitati, italiano, fa una scoreggia colossale che tutti sentono; e lui, alzando il dito per farsi individuare, dice: “Scusate ho mandato un fax “.

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Squilla il telefono a casa Papagnetti

Squilla il telefono a casa Papagnetti, ma non c’e’ nessuno tranne il cane. Squilla, squilla, squilla, alla fine il cane si stufa e si arrampica al mobile del telefono, gli da’ una zampata e rovescia la cornetta sul pavimento. Voce: “Pronto? “. Cane: “Bau!”. “Pronto?! “. E il cane: “Bau! “. “Ma chi parla? Non si capisce niente! “. E il cane: “Bau! Bau! “. “Pronto! Non la sento bene! “. E il cane incazzato: “Bau! B come Bologna, A come Ancona, U come Udine! “.

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Al telefonino non posso in nessun modo rinunciare

“Al telefonino non posso in nessun modo rinunciare!”.
“Non pensi di esagerare?”.
“No, mi è indispensabile, lo porto ovunque, ma proprio ovunque e non lo spengo mai, neanche a messa!”.
“Almeno quando fai sesso!”.
“Neanche li’!”.
“E come fai?”.
“Beh… rispondo con l’altra mano…”

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